UN WEEK-END FORMATIVO AD ISCHIA

Finalmente abbiamo staccato la spina dalle attività quotidiane nel nostro Parco Marino e siamo andati tutti insieme a conoscere e sentir parlare persone che lavorano per la tutela e promozione del mare: durante lo scorso week-end siamo stati ad Ischia al convegno “La gestione del Capitale naturale tra terra e mare”, organizzato dall’AMP Regno di Nettuno.


Obiettivo del meeting
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  1. Istituzionale e tecnico-scientifico: parlare del nuovo metodo di lavoro sulla valutazione del patrimonio naturale – previsto dal Ministero dell’Ambiente per tutte le AMP italiane.
  2. Divulgativo e associativo: presentare il tema dell’interpretazione dell’ambiente che si sta diffondendo in Italia da circa quindici anni e che riscuote grande successo negli ambienti delle guide escursionistiche, dei centri di educazione ambientale, ma anche in sede di gestione dei parchi naturali!

Si è già scritto e riscritto a dovere su questo convegno (La Repubblica; Meteoweb; Il giornale dei Marinai; Ischia news ed eventi). Quello che ci ha colpito come MARElini è stato di sicuro la possibilità di incontrare e conoscere tanta gente che si occupa di ambiente, dagli interventi tecnico scientifici dei ricercatori dell’Università, agli amici dell’Associazione Nemo – che realizzano attività simili alle nostre, passando per l’Associazione AIGAE che oramai è diventata un vero e proprio riferimento per chi si occupa di accompagnare gente in natura.

Ecco: mettere insieme questi mondi è la vera sfida!img_8108

Da un lato c’è chi studia l’ambiente naturale, utilizzando strumenti d’investigazione sempre più al passo con i tempi, e dall’altro c’è chi vive la natura e organizza escursioni per proporla agli altri.

In entrambi i casi gli organizzatori del congresso hanno previsto degli approfondimenti su questi metodi di lavoro innovativi per lo studio della natura (la contabilità ambientale) e per come presentarla ad un pubblico (interpretazione ambientale), per i quali vale la pena spendere qualche parola.

La CONTABILITA’ AMBIENTALE

Da circa 2 anni stiamo lavorando al progeto di contabilità ambientale presso l’AMP Punta Campanella. Dal 2014 tutti i Parchi Marini devono adottare questo metodo di lavoro che prevede in primis una normale indagine sottomarina (fatta di raccolta dati sugli stock ittici, e sugli organismi del meiobenthos – organismi che vivono sul fondale le cui dimensioni sono comprese tra 0,1 millimetri e 1 mm di dimensione – considerando i differenti habitat sottomar14199624_317738311912683_1290495988372788350_n-copiaini – es. fondale sabbioso, fondale roccioso, etc), e fin qui ci siamo. Il bello arriva nella fase di elaborazione dati che non segue le consuete procedure di analisi: tutte le biomasse ricavate durante le immersioni vengono trasformate in una nuova unità di misura, la eMergia, che misura quanta energia solare è contenuta all’interno di un organismo, e riporta il valore totale a livello di ecosistema.

“L’emergia esprime il costo di un processo in termini di energia solare equivalente. L’idea alla base di ciò è che l’energia solare è in ultima analisi l’unica sorgente di energia che viene utilizzata, ed esprimendo il valore di un prodotto in unità di emergia, diviene possibile “confrontare le mele con le pere” (S.E.Jorgensen, 2001, p. 61)

Il passaggio successivo è da emergia a euro. Si esattamente, risultato della ricerca è quella dimg_7682i calcolare in euro il patrimonio naturale contenuto all’interno di un parco protetto (si potrebbe far elo stesso considerando un giardino, oppure una vallata).

E qui vi riporto una dei concetti più interessanti del meeting di Ischia (a mio parere) proposti dal Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella: “il nuovo metodo di contabilizzare il patrimonio naturale non deve avere come obiettivo quello di portare la natura alla logica del mercato, ma deve darci un’idea del valore dell’ambiente che ci circonda, e della non corrispondenza di questo valore con l’esiguità dei finanziamenti di cui i parchi beneficiano”.

L’INTERPRETAZIONE AMBIENTALE

Anche su questo campo ci stiamo lavorando – anche se da meno tempo: a febbraio abbiamo inizimg_8214iato un piccolo lavoro di ricerca (grazie alla collaborazione di due studentesse americane – foto) sul tema dell’interpretazione ambientale nella Baia di Ieranto e abbiamo prodotto 1 poster riportato nella fotografia qui di fianco.

Per capire l’Interpretazione ambientale però dobbiamo Fare un salto all’indietro: siamo nel 1906, negli Stati Uniti. Pensiamo al Gran Canyon, al Parco naturale di Yellowstone, alle foreste di sequoie giganti, al Far West, a Tex Willer. Si tratta di un ambiente unico dove la natura la fa da padrona (non come nei Parchi italiani dove bisogna sempre mettere sulla bilancia l’interesse umano e quello degli equilibri naturali) e dove è cresciuto il sentimento di amore e di tutela verso gli ambienti naturali che è tutt’ora presente presso l’opinione pubblica statunitense.

In questo contesto ambientale e storico è nata l’interpretazione dell’ambiente, una disciplina che ha più di 100 anni ma che in Italia esiste da meno di 20 anni. Di cosa stiamo parlando? Di una tecnica molto interessante, che tutte le guide più o meno praticano, ma che solo gli americani hanno standardizzato perfettamente!

Per un po’ di approfondimento potete scaricare questi documenti:

  1. Telling Our Stories, an Interpretation Manual for Heritage Partners. Lancaster County Heritage, 1997. 2001.
  2. Clarke, John H. “Heritage.” BrainyQuote. Xplore. Web. 28 Apr. 2016.
  3. Heritage Interpretation, an Effective Tool for Conservation (n.d.): n. pag. INTEPA Didactic Guide EN. Web. 28 Apr. 2016. INTEPA Didactic
  4. “Writing Effective Interpretation.” – Scottish Natural Heritage. N.p., n.d. Web. 28 Apr. 2016.

In questo mondo la guida naturale è un vero e proprio interprete che prova a tradurre il linguaggio della natura a coloro che hanno voglia di conoscerlo (ovvero i partecipanti-escursionisti che chiedono di visitare un parco). Di fondamentale importanza sono i metodi adottati dall’interprete:

  • non si spiega la natura ma la si vive
  • non si deve comprendere un concetto, ma far sentire un’emozione
  • non si parla in termini scientifici ma con un linguaggio che tutti possono comprendere

Questo è solo un assaggio del magico mondo proposto da questa disciplina che si pone obiettivi molto ardui: proporre esperienze vere a contatto con la natura, giocando con la magia e le emozioni, permettendo a tutti di vivere un’esperienza unica.

Su questo argomento mi sento di dire che nella Baia di Ieranto – grazie al progetto “La Baia in Fondo al Sentiero” realizzata in collaborazione con il FAI – abbiamo fatto tanti passi sul percorso della conoscenza e itnerpretazione della natura, e saremo per sempre profondamente grati a quello che gli ambieni naturali ci possono dare in termini di gioia, tranquillità, e conoscenza (per noi esploratori della natura).

MA TUTTA QUESTA PLASTICA?

Per terminare questo post non può mancare un pò di sana (auto) critica. (“Auto” perchè ci sentiamo assolutamente parte di questo mondo che cerca di far passi in avanti sul tema della conservazione dell’img_8253ambiente) img_8254

E allora, dopo tante parole spese a raccontarci quanto queste attività possano giovare all’ambiente, cosa ci fa tutta questa plastica in giro nei “nostri” congressi? Non sarebbe più facile eliminarla, e pensare a metodi alternativi per consumare un goccio di caffè o fare un sorso d’acqua?

Pensiamo che la natura si protegga a partire da piccoli gesti, fino ad arrivare alle grandi azioni globali, quindi il nostro invito è sempre quello di essere tutti un pò più coerenti con quello che promuoviamo.

Saluti e Baci